LA LETTERA
«Addio fame, addio gioia di vivere», Ludovica Gargari e la battaglia vinta con l'anoressia
di Ludovica Gargari
«Addio fame, addio gioia di vivere», Ludovica Gargari e la battaglia vinta con l'anoressia

Scrivo con le lacrime agli occhi, con quel dolore nel petto segnato dai sensi di colpa. Un dolore che dal petto passa alle ossa, lo stesso che provavo quando a scuola stavo seduta e mi chiedevo se anche gli altri stessero così scomodi. Io che per quanto fossi leggera sentivo la sedia imprimere una forza su di me, e tornavo a casa che avevo i lividi tanto pesavano le sedie e gli occhi della gente. L'anoressia è diversa in ogni forma, la mia è stata scatenata da un endocrinologo, che ha detto di limitare gli zuccheri. E io mi sono spinta oltre. Così, addio fame, addio gioia di vivere.

 

I SINTOMI
E' nato tutto dal pensiero sbagliato di non meritare, abituata a cercare l'altra parte di me in qualcuno che se ne prendesse cura. Oggi, quasi non ricordo di esserci passata, non so come spiegare, mi sembra un brutto sogno, mi vedevo magra anche se non ricordo se mi ci sentissi davvero. E' vero i sintomi sono gli stessi per tutti: controllo della fame fino a soffocarla, evitare di mangiare in compagnia. Intolleranza al freddo, mani e piedi gelidi, più del cuore. Chi non ci è passato non potrà capire questa mia tendenza a parlarne in modo immaginativo, ma è così che sono riuscita a trasformare la realtà che mi ero creata, dandole forma, e quindi riuscendo a vederla come un nemico. Ma per riuscire a trasformare una cosa, questa deve prima esistere, deve essere riconosciuta. Solo quando ho fatto pace con me stessa e ho capito di essere in una condizione di anoressia sono riuscita a guarire, lottando con cuore e mente.
Oggi che è la giornata del fiocco lilla voglio parlare a tutte quelle ragazze che come me ne hanno sofferto e si stanno facendo aiutare, vi dico stringete i denti perché il peggio deve ancora venire. Il peggio di cui quasi nessuno parla o se ve ne parlano, non ascoltate viene dopo e si chiama after dark. È peggio perché lo affronti ad occhi aperti, diventi consapevole della tua battaglia, analisi del sangue ogni giorno, aspetti i risultati, ci speri, ma i risultati non possono che deluderti, tempo al tempo, sì, ma nel frattempo? Stavolta sei tu a parlare con i medici a chiedere aiuto, ma ogni soluzione è diversa, non esiste la cura assoluta. Il vero traguardo non è riprendere peso, perché quel passo un po' è facile, siamo aiutati da un metabolismo che non va più, che è andato in protezione per salvarti quella vita che stavi sprecando. E allora cominci a cercare cause e effetti su internet, spiegazioni e capri espiatori.

IL MIO ANGELO
Manca sempre qualcosa, qualcuno che ti porti in salvo, un dottore. Io ho trovato il mio angelo in un periodo d'inferno, mi ha salvato la vita. Ora mi rivolgo a chi sta per entrare in questo vicolo cieco, se già state soffrendo per altri motivi, perché soffrire di più privandosi del cibo (giusto) che può rendere felici? Credetemi siete sempre in tempo per tornare indietro da questo patto con il diavolo, prima vi tirate fuori e meglio è. Amate voi stesse, fate tesoro di ciò che avete passato e trasformatelo in ciò che volete diventare. E una volta soddisfatte, potete lasciarvi amare serenamente.
 

Mercoledì 15 Marzo 2017, 10:53
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