SE MI LASCI TI CANCELLO
Tatuaggi, chi si pente non è perduto: con il laser a picosecondi va via tutto
di Luisa Mosello
Tatuaggi, si possono cancellare con il laser a psicosecondi

Non è per sempre. Come a volte succede per l'amore, anche quello che sembrava indissolubile, così accade per il simbolo del permanente per eccellenza, ovvero il tatuaggio. Che si fa spesso sull'onda di un entusiasmo momentaneo e che poi, col tempo, finisce per essere un orpello sgradito di cui ci si vorrebbe sbarazzare. E anche se a Venezia proprio in questi giorni di inizio ottobre si incontrano i tatuo-maniaci di tutto il mondo x la Tattoo Convention, anche con tante creazioni di grande bellezza, sicuramente fra di loro ci sarà qualcuno che prima o poi si pentirà. Di quel serpente in technicolor che sale sul braccio o del faccione del fidanzato impresso sulla schiena, che magari un giorno diventerà un ex.

Se prima cancellare questi segni era difficile, e in alcuni casi addirittura impossibile, ora non lo è più. É arrivato in Italia un nuovo laser a picosecondi che garantisce ottimi risultati, e soprattutto in piena sicurezza. A doppia lunghezza d’onda si è dimostrato molto efficace nella rimozione dei tatuaggi policromi e delle lesioni pigmentate benigne su qualsiasi tipo di pelle, anche per quello resistenti a trattamenti precedenti effettuati con sistemi convenzionali. Qualche dato. Se in Europa si calcola che circa il 20% degli adulti si è tatuato almeno una volta nella vita, secondo i dati emersi da un'indagine recente nel nostro Paese lo hanno fatto in 7 milioni e, tra questi, quasi il 20% ha dichiarato di voler rimuovere un segno sulla pelle e oltre il 4 % dei pentiti lo ha già cancellato.

Il mercato della rimozione dei tatuaggi è in continua crescita: si calcola che nel 2014, nel mondo, siano stati effettuati ben 3,6 milioni di trattamenti per la cancellazione dei tattoo. “Il laser a picosecondi a doppia lunghezza d’onda – spiega il dermatologo Filippo Pinto del Centro Laser Dermatologico di Roma e consulente scientifico – rilascia sulla cute impulsi ultra brevi, garantendo una frammentazione ottimale delle particelle di pigmento. Con un numero inferiore di sedute e minore dolore rispetto ai sistemi convenzionali, quindi, tali trattamenti sono ben tollerati dai pazienti che assistono a tempi di recupero decisamente ridotti rispetto a vent’anni fa".

Aggiunge Luigi Coricciati, consulente scientifico di Syneron Candela: "Questo metodo innovativo grazie ad un minor trasferimento di calore sulla pelle, riduce al minimo gli effetti collaterali nella più ampia gamma di fototipi. La ricerca scientifica, infatti, ha dimostrato che minore è la durata dell’impulso, maggiore è l’efficacia nel convertire l’energia del laser in sollecitazioni meccaniche necessarie alla frammentazione delle particelle. Ne consegue che più il frammento è piccolo e più è facile per il corpo eliminarlo in tempi rapidi".

Giovedì 1 Ottobre 2015, 18:04
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